I Guerrieri Della Notte

mv5bytu2mwrimtmtyzazzi00ngyzltlkmdetnwq3mzzlntjlnzzkl2ltywdll2ltywdlxkeyxkfqcgdeqxvynjc1ntyymjg@._v1_sy1000_cr0,0,656,1000_al_di Walter Hill (Stati Uniti, 1979)

“I Guerrieri Della Notte” (“The Warriors”) uscì nelle sale americane il 9 febbraio del 1979, preceduto soltanto dal debutto australiano che si tenne invece il primo dello stesso mese. In Italia qualcuno lo vide in anteprima al Pesaro Film Festival (22 giugno 1979) mentre tutti gli altri dovettero attendere il 30 agosto. Date e numeri che ci riportano indietro di ben quarant’anni, un compleanno importante per uno dei film che ha segnato il cinema della ribellione, poiché fin da piccoli l’immedesimazione con l’avventura dei Guerrieri è stato un passo che ognuno di noi ha vissuto orgogliosamente.
Walter Hill è un regista che ama la notte, non a caso il precedente “Driver, L’Imprendibile” (1978) è un thriller metropolitano capace di catapultarci nelle strade più oscure e insidiose. Qui però da Los Angeles ci spostiamo a New York, dove la realtà delle gang non era certo frutto della fantasia del regista: durante la prima parte dei 70s non erano rari gli scontri tra diverse fazioni criminali, ognuna delle quali aveva il controllo totale di una determinata zona della città. Ma per risalire alle origini della pellicola, dobbiamo tornare ancora più indietro, quando nel 1965 lo scrittore Sol Yurick pubblica il romanzo The Warriors, a sua volta ispirato all’Anabasis dello storiografo greco Senofonte, un libro che non è poi così dissimile da quanto messo in scena successivamente da Walter Hill. Nell’opera si narra di una spedizione di mercenari greci organizzata da Ciro il Giovane per usurpare il trono di Persia (Cyrus è anche il nome del leader che nel film viene assassinato durante l’adunata iniziale). Nonostante le prime battaglie vittoriose, la morte di Ciro priva di ogni senso la missione, lasciando spaesato (e in territorio nemico) questo gruppo di mercenari. L’unica soluzione possibile è una lunga ritirata, non esente da insidie, verso un porto sicuro (il mare ritorna anche nel liberatorio epilogo della pellicola, quando i Guerrieri finalmente raggiungono Coney Island).

giphy-36New York non era mai stata così lercia e inquietante, neppure in “Taxi Driver” (1976). Fin da subito siamo immersi nel sottobosco di una metropoli dove la legge non esiste, a meno che non si tratti di regole non scritte dettate dalle gang: il minimo sgarro scatena il panico, la fuga, un viaggio a ritroso che si svolge principalmente in metropolitana, perché i reietti della società sono come i topi che sgusciano via nel sottosuolo, in qualche cunicolo buio e pericoloso. Il mondo che c’è là sotto fa ribrezzo, ce ne accorgiamo quando alcuni borghesi che rientrano a casa dopo una nottata all’insegna del divertimento vengono contrapposti alle facce luride e stanche di Swan e Mercy. Un concetto importante è proprio quello legato al codice d’onore che unisce questi personaggi, a cominciare appunto da Swan, un uomo coerente, affidabile e sincero. L’antieroe per eccellenza, in totale antitesi con la figura disturbata e violenta di Luther, il perfido capo dei Rogues. Non esiste quindi una presa di posizione netta da parte del regista, poiché anche tra questi criminali si respira un’umanità sincera e palpitante, molto più viva rispetto a quella degli zombi che la mattina si svegliano e passano la giornata dietro una scrivania dentro un grattacielo della Grande Mela. Paradossalmente, quello che poi accade a New York di notte segue un ordine rigoroso che non trova un corrispettivo durante le ore diurne, dopotutto solo un episodio di sangue può far vacillare la tregua, come un fulmine che si scaglia al suolo rimescolando ogni pedina sulla scacchiera in cui si muovono questi gruppi organizzati.
La carica iconografica del film è impressionante, ogni banda è caratterizzata con grande attenzione, dai costumi fin troppo sopra le righe al livello di pericolosità stessa dei suoi componenti: alcune gang si manifestano in carne e ossa, altre invece sembrano spostarsi nell’ombra come se stessimo aspettando l’arrivo dei fantasmi (se esiste un antenato non troppo lontano dall’opera di Hill, questo si chiama “Distretto 13: Le Brigate Della Morte”). La colonna sonora è inoltre un valore aggiunto, poiché è capace di accompagnarci tappa dopo tappa in questa notte infinita vissuta praticamente in tempo reale: una voce calda e sensuale ci aggiorna via radio dei movimenti del branco, un’ulteriore magia che solo un capolavoro come “I Guerrieri Della Notte” poteva trasmetterci. Da rivedere fino alla tomba.

5

(Paolo Chemnitz)

mv5bzjqxzmi5mdetnwjini00ztqylthjnzctotaxytgzzdc3yjeyxkeyxkfqcgdeqxvynjuxmjc1otm@._v1_sx1777_cr0,0,1777,977_al_

Pubblicità

One thought on “I Guerrieri Della Notte

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...