The Night Comes For Us

the nightdi Timo Tjahjanto (Indonesia, 2018)

Considerando il livello assoluto raggiunto da “The Raid: Redemption” (2011) e “The Raid 2: Berandal” (2014), è possibile oggi alzare ulteriormente l’asticella nell’ambito del cinema action estremo? La risposta è sì, come se nel frattempo ci fosse stato un tacito passaggio di consegne tra Gareth Evans (il creatore dei due “The Raid”) e Timo Tjahjanto, già regista di alcune sanguinose pellicole in combutta con Kimo Stamboel (insieme li conosciamo come i Mo Brothers) e con lo stesso Stamboel artefice nel 2016 di “Headshot”, film non del tutto riuscito ma comunque capace di soddisfare gli appassionati del genere (anche perché il protagonista è sempre lui, l’attore feticcio Iko Uwais).
Immancabile anche in questa occasione, Uwais (un cattivissimo Arian) deve vedersela con il vero (anti)eroe dell’opera, Ito (interpretato da Joe Taslim), un killer spietato in odore di redenzione dopo essersi preso cura di una bambina sfuggita a una terribile esecuzione: questo comportamento non viene visto di buon grado dalle Triadi cinesi, le quali non solo devono rimpiazzare il ruolo importante di Ito (Arian è il candidato numero uno), ma sono costrette a mettersi sulle sue tracce per annientarlo e poterlo sostituire.
Con “The Night Comes For Us” (in Italia “La Notte Su Di Noi”) Netflix ha fatto una scelta lungimirante, distribuendo un lavoro già molto chiacchierato prima della sua uscita. Il film per giunta può contare su un livello di violenza mai registrato in precedenza, un tripudio splatter che da solo vale il prezzo del biglietto: la trama in fondo è soltanto un pretesto per mettere in scena tanta crudeltà, ma proprio perché si tratta di un action tout court a noi interessa sapere come è stato realizzato piuttosto di ciò che vuole raccontarci. Non ci sono dubbi che Timo Tjahjanto con questo film abbia compiuto un salto di qualità enorme, soprattutto grazie a una sceneggiatura snella e senza troppe deviazioni inutili (l’errore in cui era incappato proprio con il precedente “Headshot”, scritto sempre da lui). Ma tutto il comparto tecnico è di ottimo spessore: la regia, la fotografia, il montaggio, gli effetti, persino le coreografie sono migliorate e hanno poco da invidiare alle mirabolanti evoluzioni viste in “The Raid”, interminabili combattimenti dove ogni oggetto può diventare un’arma pericolosa (dalle bottiglie alle ossa degli animali macellati!) in un contesto mai ridondante. Dopotutto “The Night Comes For Us” può contare su una notevole varietà di location (dal nightclub al mattatoio, nel quale assistiamo a un micidiale scontro cruento di quelli da tramandare ai posteri), un ventaglio di soluzioni che ci trascinano dentro due ore di grande intrattenimento estremo.
Il paragone è inevitabile, Timo Tjahjanto ha fatto definitivamente sua la lezione di Gareth Evans, raggiungendo non solo la sua vetta personale ma sfiorando addirittura le inarrivabili acrobazie di quei due capolavori diretti dal regista gallese poi entrati di diritto nella storia del (nostro) cinema. Mentre in America continuano a sfornare action movies senza personalità o comunque poco propensi a un upgrade in termini di spettacolarità e coinvolgimento, in Indonesia da tempo qualcuno sta riscrivendo le regole di un genere. A colpi di gore e ultraviolenza.

4

(Paolo Chemnitz)

the night comes for us

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