Frankenstein’s Army

frankdi Richard Raaphorst (Olanda, 2013)

Che i nazisti o i loro alleati abbiano compiuto esperimenti stravaganti durante la seconda guerra mondiale, questo è risaputo: oltre ai libri di riferimento, anche il cinema infatti ci ha messo davanti agli orrori di quei terribili anni con pellicole allucinanti, come ad esempio “Men Behind The Sun” (1988) o “Philosophy Of A Knife” (2008), entrambe incentrate sulle cavie umane internate nei lager dove i giapponesi tenevano reclusi i prigionieri cinesi.
Nel 2013, Richard Raaphorst (un regista sconosciuto, qui al suo primo e per ora unico lungometraggio) cavalca la fantasia bypassando la realtà storica e proponendoci qualcosa di molto più ingegnoso. Parliamo di un found footage girato in Repubblica Ceca e ambientato all’interno di un laboratorio segreto, dove un mad doctor sta costruendo un esercito di nazisti hi-tech (ovvero delle creature assemblate con i resti dei cadaveri dei soldati, a cui il folle dottore applica delle parti meccaniche provenienti da armi o mezzi impiegati durante la guerra). Sono degli incauti militari russi ad addentrarsi tra i cunicoli di questo bunker: per i nazisti la sconfitta è vicina, eppure qualcuno là sotto sta provando a giocarsi l’ultima carta possibile. Quella più sconsiderata.
giphyNonostante un budget piuttosto esiguo, “Frankenstein’s Army” è un horror di tutto rispetto. Superata una fase introduttiva abbastanza superflua, la prima immersione nel sottosuolo mette subito in chiaro le intenzioni del regista: puntare tutto sulla carica iconografica di questi mostri, tralasciando gli aspetti legati alla sceneggiatura (molto esile) e alla regia (appena sufficiente per essere un mockumentary). Queste creature prendono decisamente le distanze dai tanti zombi nazisti visti recentemente sugli schermi, collocandosi dentro un immaginario più legato al cinema cyberpunk (proprio per questo interessante connubio tra corpi e macchine). Ma Raaphorst evita di prendersi troppo sul serio, muovendosi sempre in bilico tra parodia e raccapriccio, con l’elemento sangue che soprattutto nella seconda parte dell’opera entra con prepotenza nel cuore delle vicende.
“Frankenstein’s Army” ha tutte le carte in regola per attirare gli amanti del genere in salsa videoludica, il film in effetti non è poi così dissimile da alcuni sparatutto pieni di orripilanti creature biomeccaniche da massacrare. Un prodotto di sano artigianato dove non esistono personaggi positivi: qui i nazisti, i comunisti (e persino i capitalisti) vengono presi per il culo senza troppi complimenti e con una punta di ironia decisamente azzeccata. Con questo bizzarro found footage, il mito di Frankenstein riprende il volo e finalmente si respira aria fresca. Con qualche soldo in più e una confezione meno amatoriale avremmo parlato di un nuovo cult. Ma poco ci manca.

3,5

(Paolo Chemnitz)

frank_a

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