Dogman

dogmandi Matteo Garrone (Italia/Francia, 2018)

Nel 1988 Pietro De Negri, un toelettatore di cani con il negozio nel cuore della Magliana a Roma, attirò con una scusa nel suo esercizio un ex pugile dilettante, Giancarlo Ricci, torturandolo fino alla morte. Tra i due c’erano stati numerosi dissidi in passato ma De Negri si era stufato di subire continue angherie e umiliazioni, Ricci infatti lo minacciava e lo picchiava solo per poterlo sfruttare Continua a leggere

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Revenge

revengedi Coralie Fargeat (Francia, 2017)

Pensavamo che un rape & revenge diretto e sceneggiato da una donna avesse potuto approfondire maggiormente gli aspetti più intimi del trauma post-stupro, invece Coralie Fargeat (qui al suo primo lungometraggio) se ne frega altamente di tutto questo, lasciando da parte la sensibilità femminile per far posto solo ed esclusivamente alla più spettacolare e atroce delle vendette. Ma siamo Continua a leggere

Alice Sweet Alice

alicedi Alfred Sole (Stati Uniti, 1976)

Se in Italia volevano tagliare le gambe a un film come “Alice Sweet Alice”, bisogna dire che ci sono riusciti benissimo: lo hanno intitolato in modo improbabile (“Comunione Con Delitti”) ma soprattutto lo hanno doppiato malissimo, infatti la visione in lingua originale in questo caso non è un consiglio ma un obbligo! Quella di Alfred Sole resta comunque una pellicola degna di attenzione, un Continua a leggere

Flowers

flowersdi Phil Stevens (Stati Uniti, 2015)

Phil Stevens è un giovane regista (classe 1983 e originario di Philadelphia) molto attivo all’interno della scena underground americana. Oltre a collaborare con l’Unearthed Films, Stevens ha diretto recentemente un paio di pellicole di confine, “Flowers” (2015) e “Lung II” (2016), quest’ultima collegata alla prima (si tratta di un prequel girato in bianco e nero). Ma è proprio Continua a leggere

The Corpse Of Anna Fritz

the corpsedi Hèctor Hernández Vicens (Spagna, 2015)

Il cinema spagnolo e la necrofilia, un connubio che abbiamo assaporato nel celebre b-movieIl Mostro Dell’Obitorio” (1973) di Javier Aguirre e poi ancora in un cortometraggio shock completamente dedicato al tema, “Aftermath” (1994) di Nacho Cerdà. “The Corpse Of Anna Fritz” (“El Cadáver De Anna Fritz”) si allinea all’argomento ma solo in partenza, poiché si sviluppa attorno a un twist Continua a leggere

Der Fan

der fandi Eckhart Schmidt (Germania Ovest, 1982)

Il movimento musicale sviluppatosi a cavallo tra i 70s e gli 80s e denominato new wave si era ormai propagato a macchia d’olio tra Gran Bretagna, Francia, Germania Ovest e Italia. Nell’area germanica si parlava più precisamente di neue deutsche welle e tra contaminazioni (con il post-punk) e nuove direzioni (le sperimentazioni di matrice elettronica), questo importante Continua a leggere

Il Prigioniero Coreano

il prigioniero coreanodi Kim Ki-Duk (Corea del Sud, 2016)

Se in questo decennio i film di Kim Ki-Duk hanno recuperato il loro carattere estremo e controverso (“Moebius” su tutti), è anche vero che il regista coreano è riuscito a toccare il fondo della sua carriera con il disgraziato “One On One” (2014), ovvero come far girare a vuoto due ore di pellicola. Con “Il Prigioniero Coreano” i segnali di ripresa sono invece evidenti, nonostante un concept Continua a leggere

Un Posto Sulla Terra

un postodi Artur Aristakisyan (Russia, 2001)

Cinema della disperazione. Difficile descrivere “Un Posto Sulla Terra” con altre parole, perché in queste due ore tutto quello che scorre davanti ai nostri occhi appartiene esclusivamente a un mondo fatto di miseria, alienazione e sofferenza. Per il regista di origine moldava Artur Aristakisyan questo luogo si trova nel cuore di Mosca, l’ultimo posto sulla terra (il film è conosciuto anche con questo titolo) o Continua a leggere

Beast

beastdi Christoffer Boe (Danimarca, 2011)

Il nome di Christoffer Boe (classe 1974) non è illustre come quello di altri suoi colleghi danesi, ma in carriera ha già diretto una manciata di rispettabili film (il più celebre è “Reconstruction”, uno psicodramma del 2003). In questo decennio, dopo la svolta thriller di “Everything Will Be Fine” (2010), Boe dirige un dramma di confine (“Beast”), una pellicola fulminea di ottantadue minuti Continua a leggere

Häxan

haxandi Benjamin Christensen (Svezia/Danimarca, 1922)

Sono trascorsi quasi cento anni dall’uscita di “Häxan”, eppure non ho ancora visto una pellicola capace di eguagliare le incredibili atmosfere diaboliche e stregonesche presenti in questo film. Una ricostruzione minuziosa e suggestiva, all’epoca costata la bellezza di due milioni di corone svedesi (facendo una semplice proporzione Continua a leggere