Nails

nailsdi Andrey Iskanov (Russia, 2003)

Mettiamo per un attimo da parte il cinema russo cupo ed esistenzialista che tanto ci piace (Andrey Zvyagintsev su tutti) per fare un salto tra le viscere della scena underground ex sovietica. Quella che ad esempio ci ha regalato perle estreme come “The Green Elephant” (1999). “Nails” (“Gvozdi”) atterra sullo schermo quattro anni più tardi e rappresenta l’esordio assoluto per un regista oggi piuttosto Continua a leggere

A Quiet Place

a quiet placedi John Krasinski (Stati Uniti, 2018)

E’ possibile realizzare un horror originale nel 2018? La risposta è sì, anche se non basta un’idea per fare bingo, soprattutto se alla fine dei giochi l’idea stessa si ritorce contro come un boomerang. In un genere cinematografico nel quale le urla fanno parte di un codice universalmente riconosciuto (pensiamo solo alla storica figura delle scream queen), “A Quiet Place: Un Posto Continua a leggere

Imprint

imprintdi Takashi Miike (Stati Uniti/Giappone, 2006)

Quando nel 2005 Mick Garris riunisce un nutrito gruppo di registi per metterli alla prova con un mediometraggio di circa un’ora (destinato all’emittente televisiva via cavo Showtime), non esistono limitazioni per nessuno. Le esigenze produttive della serie “Masters Of Horror” lasciano infatti assoluta libertà creativa: succede però che Takashi Miike non solo prende alla lettera quanto Continua a leggere

Excess Flesh

excess fleshdi Patrick Kennelly (Stati Uniti, 2015)

Competizione, arrivismo e ambizione sono tre parole che spesso incontriamo nel mondo della moda e dello spettacolo. Fin dai tempi di “Eva Contro Eva” (1950) di Joseph L. Mankiewicz, il cinema ci ha raccontato questo bisogno di primeggiare a tutti i costi, anche utilizzando i metodi più scorretti come l’inganno, la perfidia e la diffamazione. Se già all’epoca la bellezza era in Continua a leggere

Spasmo

spasmodi Umberto Lenzi (Italia, 1974)

Dopo la trilogia giallo-erotica composta da “Orgasmo” (1969), “Così Dolce… Così Perversa” (1969) e “Paranoia” (1970), Umberto Lenzi si tuffa a capofitto negli anni settanta con una serie di prodotti di taglio argentiano, alcuni derivativi e poco originali, altri invece molto più intriganti almeno dal punto di vista psicologico. Tra questi spicca “Spasmo”, una pellicola tutt’altro che Continua a leggere

Southbound

southbounddi Registi Vari (Stati Uniti, 2015)

“Southbound” è sbarcato in Italia straight to video e non è un caso che attorno a questa antologia horror si sia sviluppata una certa attenzione da parte degli appassionati. Dietro questo film ci sono gli stessi produttori della valida trilogia “V/H/S” (buona almeno nei primi due capitoli, poiché il terzo lascia alquanto a desiderare) e ce ne accorgiamo fin dai nomi dei registi, alcuni già impegnati con “V/H/S” Continua a leggere

Le Tombe Dei Resuscitati Ciechi

le tombe deidi Amando De Ossorio (Spagna/Portogallo, 1972)

Sarebbe impossibile parlare di cinema fantastico spagnolo senza citare l’opera fondamentale di Amando De Ossorio (1918-2001), un regista che con budget sempre minimi è riuscito a creare un immaginario unico nel cinema iberico degli anni settanta, una serie di pellicole iconograficamente inattaccabili grazie a questa orda di macabri Continua a leggere

You Were Never Really Here

you were never really heredi Lynne Ramsay (UK/Stati Uniti, 2017)

Abbiamo dovuto attendere oltre sei anni per rivedere Lynne Ramsay alle prese con un lungometraggio, il quarto per l’esattezza dopo il realismo sociale di “Ratcatcher” (1999), il meno conosciuto “Morvern Callar” (2002) e il tanto osannato “…E Ora Parliamo Di Kevin” (2011), certamente il suo film più significativo. Ancora una volta la regista scozzese torna con un lavoro molto Continua a leggere

Violenza Ad Una Vergine Nella Terra Dei Morti Viventi

violenza a una verginedi Jean Rollin (Francia, 1971)

Quando si tratta di affibbiare titoli italiani a film stranieri, abbiamo sempre molta fantasia. Ma soprattutto furbizia, perché se “Le Frisson Des Vampires” diventa “Violenza Ad Una Vergine Nella Terra Dei Morti Viventi” significa voler attirare il pubblico utilizzando tutte le sfaccettature possibili del cinema exploitation: quelle legate alla violenza, al sesso (la vergine) e visto che ci Continua a leggere

I Drink Your Blood

i drink your blooddi David Durston (Stati Uniti, 1970)

“I Drink Your Blood” è conosciuto in Italia con il titolo “La Rabbia Dei Morti Viventi”, una denominazione studiata appositamente per accodarsi al successo della pietra miliare “La Notte Dei Morti Viventi” (1968). Qui però gli zombi non ci sono e la rabbia non è riferita a un sentimento di collera ma alla malattia infettiva che l’uomo può contrarre per via virale attraverso il morso di un Continua a leggere