I Drink Your Blood

i drink your blooddi David Durston (Stati Uniti, 1970)

“I Drink Your Blood” è conosciuto in Italia con il titolo “La Rabbia Dei Morti Viventi”, una denominazione studiata appositamente per accodarsi al successo della pietra miliare “La Notte Dei Morti Viventi” (1968). Qui però gli zombi non ci sono e la rabbia non è riferita a un sentimento di collera ma alla malattia infettiva che l’uomo può contrarre per via virale attraverso il morso di un altro mammifero. Potete quindi immaginare con quale fantasia lo sceneggiatore e regista David Durston abbia realizzato questo lavoro, una classica pellicola grindhouse che risente purtroppo dei tanti limiti dettati dal budget.
Ci troviamo in pieno periodo hippie, i delitti della Manson Family sono ancora sulla bocca di tutti e le droghe continuano a spopolare tra questi giovani ribelli e anticonformisti: il film si apre con una sorta di rituale satanico nel quale conosciamo subito i protagonisti (negativi) dell’opera, costretti poi a fermarsi nel paese più vicino per un guasto al loro furgone. Questo luogo mezzo disabitato viene messo a ferro e fuoco dalla gang, ma un ragazzino, dopo essersi imbattuto in un cane idrofobo, attraverso un espediente riesce a contagiare gli aggressori con il virus della rabbia! Bisogna resistere a quasi un’ora abbondante di noia e dialoghi insulsi, perché quando atterriamo nella parte finale il film si trasforma in un b-movie completamente fuori di testa, con questi individui fatti e strafatti che assediano gli abitanti del posto in preda alla follia più assoluta (con tanto di schiuma alla bocca e un’odiosa musichetta psichedelica a sottolineare il tutto!).
“I Drink Your Blood” è povero di contenuti e la messa in scena è davvero poca roba, ma per essere un’opera del 1970 è un prodotto che osa molto di più rispetto ad altri del periodo: alcune scene gore artigianali fanno sorridere e riportano in mente lo splatter vecchio stampo di Herschell Gordon Lewis, tanto sangue e soprattutto momenti di sano trash d’annata (quella testa mozzata è impresentabile). Aggiungete al delirio uno spiedino di topi morti grigliati e qualche carcassa (vera) di animale utilizzata per l’occasione, altri elementi che aggiungono al menu una carica sovversiva non indifferente. Questo è il cinema a basso costo che si faceva una volta, genuino, (a tratti) divertente e davvero al di fuori di qualsiasi binario precostituito. Exploitation per duri e puri, un mezzo disastro tecnico e artistico che però può anche essere visto con una prospettiva differente, perché “La Rabbia Dei Morti Viventi” è un film di quelli che non si possono dimenticare.

2

(Paolo Chemnitz)

i drink your

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...