La Novizia Indemoniata

lanoviziaindemoniatadi Gilberto Martínez Solares (Messico, 1975)

Salma Hayek in “Dal Tramonto All’Alba” (1996) ce la ricordiamo tutti nei panni di Santanico Pandemonium. Chi se non la coppia formata da Robert Rodriguez e Quentin Tarantino poteva sdoganare questo misconosciuto film messicano del 1975? La citazione infatti rimanda direttamente al titolo originale dell’opera qui in esame (“Satanico Pandemonium: La Sexorcista”), una pellicola diventata di culto e apprezzata ancora prima da Rob Zombie (guarda caso, il terzo disco dei White Zombie si chiama “La Sexorcisto: Devil Music Vol. 1”).
From bride of Christ to slave of Satan recita la tagline, ma è davvero così malefico e particolare questo film? La risposta è affermativa quanto negativa, poiché “La Novizia Indemoniata” costituisce insieme al successivo “Alucarda” (1977) l’apice di un certo cinema messicano satanico-conventuale di taglio 70s, pur non possedendo la stessa potenza visionaria della pellicola di Juan López Moctezuma.
Le vicende si svolgono all’interno di un convento isolato dal resto del mondo. Qui Maria, una suora dal volto angelico e innocente, viene tentata dal demonio, il quale si manifesta sotto forma di un uomo (Enrique Rocha, un faccione da soap opera) che prova a condurla sulla strada della perdizione offrendole in un primo momento una mela rossa (che fantasia!). La suora presto cede alle lusinghe sataniche, mostrando comportamenti sempre più ambigui e controversi: sesso, omicidi e blasfemia assortita, con il culmine rappresentato dal festino dionisiaco che è anche il momento più spassoso dell’intero film (coltellate incluse a sorpresa).
Se l’aspetto erotico resta circoscritto a qualche timida sequenza di nudo, è la deriva di taglio horror a prendere piede durante questi novanta minuti, in realtà scarni sotto molti punti di vista, a causa di un budget decisamente povero. La messa in scena è ridotta all’essenziale e il ritmo narrativo tende a farci sbadigliare in più di un’occasione: non resta che appendersi alle immagini conturbanti di questa donna costretta a confrontarsi con le sue consorelle in un luogo senza Dio, perché l’universo conventuale di Gilberto Martínez Solares non è poi così diverso dalla quotidianità, un posto malvagio e corrotto dove il male riesce a prevalere sempre e comunque.
“La Novizia Indemoniata” è un film curioso che si ritaglia giustamente il suo spazio all’interno del cinema nunsploitation, ma la componente legata al suo immaginario demoniaco non coincide di certo con quella qualitativa, ovviamente di basso spessore. Dategli uno sguardo comunque, non è peccato.

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(Paolo Chemnitz)

lanovizia

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