1990: I Guerrieri Del Bronx

1990di Enzo G. Castellari (Italia, 1982)

Il cinema di genere italiano ha vissuto di cicli concatenati tra loro. Se durante gli anni settanta la violenza del western si spostò nelle grandi città con l’avvento del poliziottesco, negli anni ottanta lo sfondo urbano di questi film lasciò spazio alla decadenza post-atomica. La metropoli, ormai consumata dal crimine e annientata dalle attività stesse dell’essere umano, regrediva a uno stato primitivo, in un caos senza legge e senza speranza.
Enzo G. Castellari ha attraversato con successo le suddette fasi cinematografiche (e non solo). Quando ormai il nuovo decennio si apre a ulteriori contaminazioni, sull’onda di opere fondamentali come “I Guerrieri Della Notte” (1979) e “1997: Fuga Da New York” (1981), il produttore Fabrizio De Angelis lo mette al timone di una pellicola ricordata sempre con piacere dagli appassionati del genere. Le influenze sono chiare e riportano appunto alle atmosfere dei film succitati, con le riprese che vengono effettuate (in diurna) nel vero degrado della Grande Mela (per gli esterni) e a Roma (per gli interni).
Gli ottimi titoli di testa danno il via alle danze: in un futuro distopico, il Bronx è terra di nessuno in mano a bande di teppisti. Ann, la giovane figlia di un potente uomo politico, fugge da casa ma si ritrova proprio in quelle zone malfamate, costretta a difendersi da un gruppo di loschi individui. Qui conosce Trash, il leader della gang più influente del posto, il quale la salva e la prende sotto protezione. Nel frattempo, un cinico ufficiale di polizia (Hammer) viene mandato in missione per riportare dal padre la ragazza, ma l’uomo ha in mente un progetto diabolico, far scontrare le varie fazioni tra di loro per decimarle e prendere il potere assoluto del quartiere. Con le inevitabili conseguenze del caso.
Castellari lavora con un budget neppure troppo esiguo, almeno in partenza: la scena dell’incontro tra le gang accompagnate da un batterista che detta il ritmo è memorabile, così come le suggestioni di un quartiere ormai ridotto in cenere, ben rappresentato dalle valide scenografie. Poi inesorabilmente, il trascorrere dei minuti mette in luce un plot meno avvincente del previsto e una bella carrellata di trash involontario, da Luigi Montefiori col parruccone da samurai apocalittico all’attore Joshua Sinclair che cade dalla moto per davvero (Castellari non taglia l’incidente), fino alle coreografie dove ci si prende a botte in maniera goffa e risibile. Ma il piatto forte è costituito dal protagonista Mark Gregory (qui al debutto), un diciassettenne scovato in una palestra romana e buttato nella mischia senza grandi pretese: petto glabro, jeans attillati e movenze da leader di borgata, una scelta sballata che però aggiunge un punto in più al fattore divertimento.
“1990: I Guerrieri Del Bronx” ha un seguito (“Fuga Dal Bronx” è dell’anno successivo) e con “I Nuovi Barbari” (1983) forma un tris post-atomico che segna quel periodo, nel bene e nel male. La regia di Castellari questa volta non preme molto sull’acceleratore, ma è sempre ben distinguibile da quella dei suoi colleghi, un fattore importante che insieme al valore affettivo è da considerare al di là della valutazione generale, ovviamente bassa. Bei tempi.

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(Paolo Chemnitz)

1990_I_guerrieri_del_Bronx_-_Film_1982

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