Chopping Mall

supermarket horrordi Jim Wynorski (Stati Uniti, 1986)

Se George Romero ci aveva deliziato con “Zombi” (1978), ambientando buona parte della storia all’interno di un centro commerciale, otto anni dopo Jim Wynorski sostituisce i morti viventi con tre robot fuori controllo che braccano tutta la notte un gruppo di giovani rimasto all’interno di un grande magazzino per fare baldoria, nonostante l’orario di chiusura. Questi robot sono stati creati per garantire ordine e sicurezza (come se fossero dei vigilantes), ma durante un temporale il computer che li comanda va in tilt facendoli impazzire e trasformandoli in macchine killer (il titolo originario del film è proprio “Killbots”, mentre in Italia la pellicola è conosciuta con l’orrenda variante di “Supermarket Horror”).
Ci troviamo in pieni anni ottanta e “Chopping Mall” (splendido gioco di parole con chopping che sostituisce shopping) non è altro che un b-movie low-budget prodotto da Roger Corman e girato nei pressi di Los Angeles: anche in questo caso, come avvenne per il capolavoro di Romero, le riprese furono effettuate durante la notte e ovviamente la troupe doveva far sparire ogni traccia della propria presenza entro le nove del mattino, quando quel luogo riapriva i battenti.
Come in altre pellicole simili del periodo, i ragazzi protagonisti sono stereotipati e senza il minimo spessore psicologico, un manipolo di anonimi giovanotti che si ritrova a dover fronteggiare questi robot che sparano raggi laser (quando esplode la testa di una delle vittime scatta il guilty pleasure) e fulminano con cavi elettrici (in una delle scene migliori del film). Il body count è notevole e i sopravvissuti sono costretti a difendersi utilizzando armi e oggetti presenti nel grande magazzino, ennesima citazione che riporta ancora in mente “Zombi”, ma non l’unica: in tv qualcuno sta guardando “L’Assalto Dei Granchi Giganti” (1957), poi c’è un negozio che si chiama Peckinpah, oltre a una serie infinita di poster appesi nel ristorante che rimandano a tante opere horror e sci-fi.
Nonostante la breve durata, “Chopping Mall” dopo neppure un’ora comincia a mostrare la corda, complice un plot ridotto all’osso che col passare dei minuti diventa ridondante, ma al di là dei limiti di un film povero sotto vari punti di vista (recitazione, dialoghi, effetti speciali), quel che resta sul piatto riesce comunque a soddisfare il nostro appetito di sano trash d’annata, dopotutto si tratta di un horror fantasioso e in pieno stile 80s, poche pretese, tante cazzate e spasso garantito. Lo slogan sulla locandina suggerisce: “dove lo shopping può costarti un braccio e una gamba”, in effetti pur senza mostrare una critica sociale diretta e dirompente, “Chopping Mall” è l’ennesimo titolo che in qualche modo consiglia di tenerci alla larga da questi (non) luoghi di perdizione consumistica. Grazie e buona giornata, come direbbero questi fenomenali robottini cingolati.

2,5

(Paolo Chemnitz)

supermarket horror - chopping-mall

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