Men Behind The Sun

mendi Tun Fei Mou (Cina/Hong Kong, 1988)

La realtà è sempre più cruda della fantasia, ce lo insegna il nostro passato che possiamo leggere sui libri di storia. Durante lo scorso secolo ad esempio, le atrocità della Seconda Guerra Mondiale non si limitarono alle barbarie commesse dai regimi dittatoriali: le vicende infatti le conosciamo soprattutto per le controversie avvenute nel nostro continente e non per ciò che è accaduto sulla sponda asiatica (bombe nucleari americane a parte).
Il conflitto contrappose anche l’esercito cinese a quello giapponese, quest’ultimo presente in Manciuria con una divisione chiamata Unit 731, ufficialmente addetta alla purificazione dell’acqua. In realtà il generale Shirō Ishii, esperto batteriologo, era a capo di un’organizzazione che radunava prigionieri cinesi in alcuni campi di concentramento, utilizzandoli come cavie per degli esperimenti allucinanti.
“Men Behind The Sun” è il film che prima di altri documenta tali nefandezze, un’opera malata, deviata e disturbante anche per un pubblico allenato a un certo tipo di pellicole.
Le immagini sono incentrate su un sadismo sconcertante, culminato con un avvicendarsi di scene nelle quali vediamo soccombere una serie di malcapitati: un bambino vivisezionato (la sequenza dell’autopsia è realistica perché fu utilizzato un cadavere di un neonato morto da poco!), un gatto (vero) dato in pasto a un esercito di topi (una scena shock gratuita ma smentita dallo stesso regista, il quale dichiarò di aver avvolto l’animale con una pellicola protettiva), poi ancora individui usati come bersagli umani per testare delle armi batteriologiche, altri impiegati per esperimenti di congelamento e successiva amputazione degli arti per analizzare gli effetti della cancrena, un martirio che potremmo elencare ulteriormente ma che potete solo immaginare cosa altro ci possa riservare.
“Men Behind The Sun” è un continuo alternarsi di situazioni al limite della sopportazione, uno dei film più estremi mai concepiti dall’essere umano che si rifugia nella scusa del voler mostrare la guerra così come è, senza censure. Ma il suo sviluppo tende al didascalico e l’autocompiacimento della violenza non è certo un punto a favore che giova alle sorti del prodotto. Per questo motivo i cultori del cinema di confine possono tuffarsi nella visione senza però attendersi qualcosa di importante da un punto di vista prettamente estetico e concettuale, ma solo per aggiungere alla lista un lavoro controverso, malsano e voyeuristico, nel quale la storia è solo un pretesto per mettere in scena una collezione di atrocità assortite che comunque restano ben impresse nella mente.

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(Paolo Chemnitz)

men b t s

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One thought on “Men Behind The Sun

  1. Semplicemente disturbante, raggela pensare che la maggior parte degli “esperimenti” apparsi nella pellicola risultano essere stati davvero effettuati dalla Unit 731, un sadismo forse superiore persino alle SS Tedesche nei campi di sterminio.

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