Black Mirror – special episode: “White Christmas”

262dd5f3c45e33cf137303ac74a3c930La serie ideata da Charlie Brooker ha raggiunto maggiore successo grazie alla terza stagione, pubblicata da Netflix lo scorso anno (e ne ha ordinata una quarta per il 2017). Gli episodi sono autoconclusivi, il tema che li accomuna è il progresso nefasto della tecnologia: si tratta di un futuro distopico in cui essa prende il sopravvento creando degli inquietanti effetti collaterali a livello sociale e umano. Questa volta esamineremo in particolare l’episodio speciale di Natale “White Christmas”, andato in onda su Channel 4 il 16 dicembre 2014 e pubblicato su Netflix l’anno successivo. Il tema natalizio fa solo da sfondo, ricordando che nel mondo di Black Mirror nemmeno la giornata di Natale può avere un lieto fine. L’episodio è strutturato in tre diversi segmenti narrativi, il cui filo conduttore è il prologo: durante il giorno di Natale, in un luogo non ben definito, Joe e Mattew iniziano a raccontare il loro passato, che prenderà una svolta alquanto disturbante. La serie britannica estremizza tutti quei concetti che già esistono nel nostro presente, come ad esempio l’uso ossessivo dei social network: gli utenti mettono continuamente online ogni sorta di informazione che li riguarda, creando così una vetrina alla quale chiunque può accedervi. Nella prima parte dell’episodio, il carismatico Mattew (Jon Hamm) durante la notte si dedica all’attività di guru sentimentale. Attraverso una telecamera e un microfono wireless che permettono di interagire con i propri clienti in tempo reale, aiuta uomini impacciati a rimorchiare le donne, servendosi delle informazioni pubblicate sui social network da quest’ultime per fare colpo. Tutto sembra andare per il verso giusto, quando improvvisamente le cose si complicano nel peggiore dei modi. Nella seconda parte il racconto prosegue con la vicenda di Greta (Oona Chaplin), una donna in carriera che si sottopone ad un intervento per farsi “esportare” la propria “coscienza”, la quale sarà poi rappresentata con le sue sembianze in un luogo asettico e super tecnologico. La mansione della copia di Greta consisterà solamente nel programmare la vita quotidiana della Greta originale, di cuocerle i toast e di mantenere aggiornata la sua agenda di impegni settimanali, costretta quindi ad abbandonare la propria umanità e le proprie emozioni per diventare una sorta di robot casalingo.

Gli esseri umani sono sempre più succubi della tecnologia, viviamo in un mondo virtuale in cui se non vogliamo più avere a che fare con una persona abbiamo la possibilità di bloccarla, cliccando un semplice tasto. Cosa succederebbe se questa funzione non fosse più solo virtuale, ma fosse invece possibile bloccare le persone nella vita reale, rendendole nient’altro che una sagoma grigia? L’ultima parte del racconto (questa volta narrata da Joe) affronta proprio questa tematica, portando lo spettatore a riflettere sull’incomunicabilità tra le persone, le quali evitano il confronto diretto preferendo vie più tragiche, svanendo per sempre nel silenzio e lasciando spazio alla più straziante solitudine e alla pazzia.

Questo episodio speciale, oltre a essere uno dei più riusciti dell’intera serie e ad avere un finale totalmente spiazzante, è un’ottima metafora che non lascia spazio al buonismo e al lieto fine natalizio: l’essere umano è tanto crudele ed egoista da servirsi sempre di più della tecnologia per i propri scopi, in maniera tutt’altro che positiva.

(Martina Ippoliti)

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