Il Sapròfita

IL_SAPROFITA_B1_0025_4Fdi Sergio Nasca (Italia, 1974)

Sapròfita è quell’organismo vegetale che si nutre di sostanze organiche in decomposizione, metafora perfetta che si dipana in un film che vede protagonista un giovane ex seminarista (Ercole), costretto a lasciare la chiesa per un trauma che gli impedisce di parlare. Lo ritroviamo a vivere nella casa di una nobile famiglia allo sbando, con un marito fascista depresso e rinchiuso in una stanza, la sua bella e aristocratica moglie cattolica (ma moralmente corrotta), una figlia complessata e un figlio tredicenne paraplegico, a cui Ercole fa da badante.
Le vicende si svolgono nella bianca Ostuni, in Puglia, dove malelingue, ipocrisie e il rapporto tra chiesa e individui sono tutte componenti legate a doppio filo tra loro. Il regista inoltre preme sull’acceleratore quando si tratta di dichiararsi apertamente antiborghese e anticlericale (la scena del funerale è un gioco al massacro contro la falsità e il finto dolore che a volte si prova quando muore una persona non gradita). La storia è torbida, c’è una componente erotica non trascurabile dalla quale nessun personaggio resta escluso: la prima ora della pellicola colpisce a fondo in maniera decisa, portandosi a volte anche sopra le righe, inclusa qualche imperfezione nella psicologia (troppo marcata) di alcuni caratteri (Parsifal, il tredicenne sulla sedia a rotelle, mostra un atteggiamento inquietante e perverso che lascia di stucco!).
Il viaggio a Lourdes rappresenta il definitivo tracollo, con l’entrata in scena di altre figure che ci accompagnano verso un finale decisamente a sorpresa, beffardo e spietato come non mai. “Il Sapròfita” è un film politicamente scorretto, facente parte di quella importante corrente cinematografica italiana degli anni settanta che mescolava il drammatico al morboso, scatenando le ire della censura e dei benpensanti. In questo caso Sergio Nasca gioca con un titolo criptico ma intelligente, volto a scoprire minuto dopo minuto le carte sul tavolo, fino a rivelare la vera natura del parassita, il marcio che sguazza nella melma più nera (una famiglia disfunzionale già sconfitta in partenza). Un piccolo gioiello da recuperare.

4

(Paolo Chemnitz)

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